Il soldato

In un compartimento di un treno che andava da Bologna a Firenze erano seduti, da un lato un ufficiale ed un soldato semplice, mentre dall’altro lato c’era una signora con la sua figlia diciottenne. La ragazza era molto carina, con un bel e ricco decoltè ed una gonna abbastanza corta per far vedere un bel paio di gambe.

Il treno andava è spesso entrava nelle gallerie, molto diffuse su questo tratto appenninico. Ad un certo punto, mentre il treno era in una galleria lunga, si è spenta la luce e non si vedeva più niente. Dopo qualche attimo si sente all’improvviso un grido della ragazza e subito dopo un forte schiaffo. Mezzo minuto dopo, il treno esce alla luce del sole e nell’compartimento si vede la ragazza che si sistema gli abiti e la faccia sconsolata dell’ufficiale con un’impronta delle dita dovuta allo schiaffo ricevuto.

La mamma della ragazza pensa:

– Ma come è brava la mia ragazza. L’ufficiale ci ha provato e lei gli ha dato uno schiaffo.

La ragazza pensa:

– Meno male che c’è mamma con me che mi ha protetto da questo maiale dell’ufficiale.

Pensa l’ufficiale:

– Ma che disgrazia e vergogna; il soldato tocca la ragazza e io prendo lo schiaffo.

E con un sorriso sulle labbra, molto soddisfatto, il soldato pensa:

– Ho palpato proprio bene la ragazza e ho dato anche un bel schiaffo all’ufficiale. Se lo meritava proprio dopo la punizione che mi ha inflitto la settimana scorsa perché sono tornato tardi in caserma.